Custode di Paradise Island. Qualche
anno fa Ben Southall, di Petersfield (GB), ha battuto quasi 35.000
candidati provenienti da tutto il mondo per l'assegnazione di un lavoro
di "custode" di Hamilton Island, nella Grande Barriera Corallina. Ottimo
lo stipendio, superiore a 110 mila dollari australiani (circa 75 mila
euro) per 6 mesi di lavoro. Tra le competenze richieste, quella di
sapere nuotare e la voglia di esplorare l'isola. Come alloggio gli è
stata fornita per sei mesi una villa di tre camere e con piscina. Il suo
datore di lavoro era il dipartimento del turismo dello stato del
Queensland (Australia), a cui serviva sì un custode, ma soprattutto
pubblicità: l'annuncio è stato infatti pubblicato per far conoscere al
mondo, attraverso una campagna virale, il fascino del nord-est del
Queensland.
Collaudatrice di alberghi di lusso. La giovane donna nella foto si chiama Rhiannon Taylor, e ha 29 anni. Qualche anno fa ha creato In bed with me,
sito dove valuta gli alberghi a 5 stelle, viaggiando per il mondo per
mettere alla prova letti, piscine e servizio in camera. Grazie alle sue
recensioni ironiche e sfacciate il sito è diventato un grande successo
e in molti si affidano a lei per programmare un viaggio. La pubblicità
di aziende che vendono prodotti di viaggio, come valigie, costumi da
bagno e altro, ha poi fatto sì che il suo lavoro venisse ripagato. E in
seguito anche gli alberghi hanno iniziato a pagare perché lei li
visitasse...
Tester di acqua-scivoli. Ogni anno il
32enne inglese Tommy Lynch percorre più di 40 mila chilometri nel mondo
per il suo lavoro: testare gli scivoli dei parchi acquatici e dei resort
di vacanza. Lynch lavora per la First Choice Holidays, e il suo
compito è controllare l'altezza, la velocità, la quantità d'acqua e
tutti gli aspetti di sicurezza degli scivoli prima che i turisti li
prendano d'assalto. In un solo anno gli capita di testare scivoli in
villaggi vacanze a Lanzarote, Maiorca, Egitto, Turchia, Costa del Sol,
Cipro, Algarve, Repubblica Dominicana e Messico. Senza mai concedersi un
giorno di ferie!
Assaggiatrice di uova di Pasqua. A
marzo il quotidiano inglese The Mirror ha raccontato la storia di Alex
Emerson-White, 27 anni, che per guadagnarsi da vivere assaggia barrette
di cioccolato come degustatore ufficiale delle uova di Pasqua per la
catena di negozi Marks & Spencer. Il suo compito, oltre ad
assaggiare le uova, è girare il mondo e scegliere gli ingredienti
perfetti per prepararle. Ma non è tutto oro: «Posso arrivare a mangiare
50 o 60 pezzi di cioccolato a settimana - racconta la White - il che
significa mettere su... cinque chili! Per questo, quando inizia la
stagione di lavoro, mi obbligo ad andare in palestra quattro volte alla
settimana per mantenermi in forma e in buona salute». Che fatica!
Collaudatore di profilattici. Ogni
tanto sui siti di annunci di lavoro anglosassoni ne appare uno di una
famosa casa produttrice di profilattici, per la ricerca di collaudatori
umani (dopo i test di elasticità con apposite macchine). In molti casi,
però, il lavoro non viene pagato, ma è previsto un rimborso in prodotti
della stessa azienda a patto di stilare un rapporto onesto sulle
prestazioni dei prodotti.
Giardiniere. A 18 mila sterline l'anno
(circa 25 mila euro), che corrisponderebbero allo stipendio medio di un
giardiniere inglese, sono una cifra importante ma non certo da capogiro.
Eppure secondo una ricerca basata su statistiche e pubblicata dal
quotidiano The Guardian, quello del giardiniere è uno dei lavori più
belli del mondo. Secondo gli intervistati infatti i vantaggi sono tanti:
stare all'aria aperta e lavorare con la natura, tenersi lontani da una
scrivania, la varietà del lavoro, gli effetti terapeutici del verde e
anche la possibilità di creare paesaggi con le proprie mani.
Matematico. Ed eccolo il lavoro dei
sogni. L'anno scorso il settimanale TIME ha pubblicato i risultati di
uno studio del sito web CareerCast.com sui migliori lavori del mondo. E
indovinate un po'? Con un reddito medio superiore ai 100 mila dollari
all'anno e un tasso di crescita del 23% previsto per il 2022, il
matematico è in assoluto il lavoro più desiderabile. Le possibilità di
lavoro, del resto, sono molte: dalla sanità alla tecnologia, fino alla
politica. E, aggiunge TIME, "i matematici sono impiegati in ogni
settore, dai broker di Wall Street alle società energetiche, dall'IT
agli Istituti di ricerca universitari". Senza di loro, insomma, pare che
il mondo rischierebbe di fermarsi.
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lunedì 3 agosto 2015
L'ARIA E' INQUINATA LE API MUOIONO !!!
Dall’impollinazione effettuata dalle api dipende un terzo dei raccolti
agricoli. Ma le api muoiono in tutto l’Occidente, e analisi di
laboratorio effettuate su quelle di Renato Bologna e Marisa Valente
hanno evidenziato tracce di Tiametoxam, un insetticida neonicotinoide
che figura fra i quattro principi attivi consigliati dalla Regione
Piemonte per la lotta integrata alla flavescenza dorata della vite, la
malattia più temuta dai vignaioli e in crescente diffusione: quando le
piante ne sono colpite, è necessario abbatterle.
Il “contagio” avviene attraverso un insetto. Nelle zone in cui la flavescenza è radicata (come quella in cui Bologna e Valente abitano ed allevano api) sono obbligatori due-tre trattamenti preventivi ogni anno.
Così i due hanno iniziato lo sciopero della fame per chiedere di proibire tutti i pesticidi neonicotinoidi.
In Italia l’unico divieto (provvisorio) riguarda l’uso dei neonicotinoidi per la concia della semente del mais, in seguito alla strage di api verificatasi nella Pianura Padana durante la semina 2008, la prima in cui la concia fu una prassi generalizzata.
I neonicotinoidi sono pesticidi sistemici neurotossici. Significa che si diffondono in tutte le parti della pianta e nei loro essudati, e che agiscono sul sistema nervoso degli insetti. Si usano anche su alberi da frutto e ortaggi, non solo nelle vigne.
Se la dose non è tale da provocare la morte immediata, gli insetti “rincoglioniscono“, per usare il vocabolo di Renato Bologna. “Diventano come gli anziani colpiti dall’Alzheimer”.
“Le api venute in contatto con ‘sta roba qui’, se riescono a tornare all’alveare svolazzano malamente, sbandano, si rovesciano ripetutamente a pancia in su mentre camminano”.
“Le compagne ancora sane cercano di allontanarle. Infatti, bastano 5 api intossicate dai neonicotinoidi perché nel giro di 24 ore sia intossicato il 65% delle api che vivono nell’arnia”.
“Questi veleni non passano nella pappa reale e nel miele: le api, per così dire, fanno opera di filtro durante l’elaborazione. Sono invece presenti nel polline, nelle larve e negli altri prodotti dell’alveare. Cioè in quelli in cui la nostra azienda è specializzata. Abbiamo ordini per decine di migliaia di euro e non riusciamo ad evaderli”.
Sul sito internet messo su in occasione dello sciopero della fame, Renato Bologna e Marisa Valente “linkano” una serie di documenti scientifici relativi agli effetti dei neonicotinoidi sulle api e su insetti utili per l’agricoltura: “Ma ci sono anche tutti gli altri insetti: dalle farfalle alle lucciole. In campagna se ne vedono sempre di meno”.
In questo senso, dicono, fare a meno dei neonicotinoidi significa difendere la biodiversità e l’ambiente.
Ma non solo. Sempre scavando nella documentazione che essi hanno messo on line, si trovano studi secondo i quali il Tiametoxam si è rivelato cancerogeno in occasione di ricerche condotte sui topi e i recettori dell’acetilcolina – quelli su cui i neonicotinoidi agiscono – non sono presenti solo negli insetti ma anche nei mammiferi, in diversi distretti coinvolti nella rete del sistema endocrino.
“E’ un problema che riguarda la salute di noi uomini: non solo le api”, dicono. Chiedono di firmare un appello contro i neonicotinoidi. Io l’ho già fatto.
Il “contagio” avviene attraverso un insetto. Nelle zone in cui la flavescenza è radicata (come quella in cui Bologna e Valente abitano ed allevano api) sono obbligatori due-tre trattamenti preventivi ogni anno.
Così i due hanno iniziato lo sciopero della fame per chiedere di proibire tutti i pesticidi neonicotinoidi.
In Italia l’unico divieto (provvisorio) riguarda l’uso dei neonicotinoidi per la concia della semente del mais, in seguito alla strage di api verificatasi nella Pianura Padana durante la semina 2008, la prima in cui la concia fu una prassi generalizzata.
I neonicotinoidi sono pesticidi sistemici neurotossici. Significa che si diffondono in tutte le parti della pianta e nei loro essudati, e che agiscono sul sistema nervoso degli insetti. Si usano anche su alberi da frutto e ortaggi, non solo nelle vigne.
Se la dose non è tale da provocare la morte immediata, gli insetti “rincoglioniscono“, per usare il vocabolo di Renato Bologna. “Diventano come gli anziani colpiti dall’Alzheimer”.
“Le api venute in contatto con ‘sta roba qui’, se riescono a tornare all’alveare svolazzano malamente, sbandano, si rovesciano ripetutamente a pancia in su mentre camminano”.
“Le compagne ancora sane cercano di allontanarle. Infatti, bastano 5 api intossicate dai neonicotinoidi perché nel giro di 24 ore sia intossicato il 65% delle api che vivono nell’arnia”.
“Questi veleni non passano nella pappa reale e nel miele: le api, per così dire, fanno opera di filtro durante l’elaborazione. Sono invece presenti nel polline, nelle larve e negli altri prodotti dell’alveare. Cioè in quelli in cui la nostra azienda è specializzata. Abbiamo ordini per decine di migliaia di euro e non riusciamo ad evaderli”.
Sul sito internet messo su in occasione dello sciopero della fame, Renato Bologna e Marisa Valente “linkano” una serie di documenti scientifici relativi agli effetti dei neonicotinoidi sulle api e su insetti utili per l’agricoltura: “Ma ci sono anche tutti gli altri insetti: dalle farfalle alle lucciole. In campagna se ne vedono sempre di meno”.
In questo senso, dicono, fare a meno dei neonicotinoidi significa difendere la biodiversità e l’ambiente.
Ma non solo. Sempre scavando nella documentazione che essi hanno messo on line, si trovano studi secondo i quali il Tiametoxam si è rivelato cancerogeno in occasione di ricerche condotte sui topi e i recettori dell’acetilcolina – quelli su cui i neonicotinoidi agiscono – non sono presenti solo negli insetti ma anche nei mammiferi, in diversi distretti coinvolti nella rete del sistema endocrino.
“E’ un problema che riguarda la salute di noi uomini: non solo le api”, dicono. Chiedono di firmare un appello contro i neonicotinoidi. Io l’ho già fatto.
mercoledì 29 luglio 2015
LA SEXY BOMBA DI 52 ANNI CHE SEMBRA UNA RAGAZZINA
Ebbene, c'è una donna di 52 anni, Pamela Jacobs di Leeds
(Inghilterra) che non sembra accorgersi del tempo che passa e il suo
corpo pare ibernato, mostrando un aspetto sexy, tonico, proprio come
quando aveva 20 anni.
La donna, che tra l'altro ha anche un figlio di 21 anni che si chiama Marley, ha voluto svelare il suo segreto: un elisir di giovinezza con il quale ha stretto un patto. E per ora i risultati sono palesi.
"Gli uomini mi guardano e mi dicono "Non ti credo, è impossibile: non è hai 52 anni" - racconta Pamela Jacobs - Allora io rispondo che nessuna donna al mondo aggiungerebbe gli anni alla propria età. Alla base del mio aspetto giovanile
c'è l'esercizio fisico e una dieta sana a base di olio di cocco e
verdure a foglia verde.. Oltre a questo, mi sottopongo ad una sauna a
settimana e non esco mai da casa senza una protezione solare sulla mia pelle. Io sono una grande appassionata di olio di cocco: mia madre cospargeva la nostra pelle e i capelli di questa sostanza ed è come se mi mantenesse sempre giovane. Lo uso per cucinare,
nel caffè, come struccante e come crema idratante, due volte al giorno,
lo cospargo sul mio corpo. Bisogna evitare i prodotti legati al grano,
come il pane e la pasta e anche la frutta, che contiene moltissimi
zuccheri. Il segreto della giovinezza? Olio di cocco e...sorridere sempre", conclude.
lunedì 27 luglio 2015
STUDIOSI HANNO SCOPERTO CHE FACEBOOK RENDE INFELICI !!!!
Facebook, e i social network in generale, sono qualcosa che alcuni
amano molto, mentre altri detestano profondamente. Certamente, sono
decisamente diffusi (con mezzo miliardo di persone che interagiscono
quotidianamente con Facebook) e a più di qualcuno i social network portano via molto tempo.
Se da un lato è indubbio che Facebook e i suoi simili sono un ottimo modo per rimanere (o rientrare) in contatto con persone che altrimenti sarebbe difficile vedere di persona, quali sono gli effetti di passare tanto tempo sui social network? Secondo una ricerca, le conseguenze di un uso intensivo di Facebook sono tutt’altro che positive.
I ricercatori hanno studiato un campione di soggetti per due settimane, monitorando il loro uso di Facebook e chiedendo loro 5 volte al giorno (tramite chat) come si sentivano. E’ emersa una correlazione diretta tra l’utilizzo di Facebook e l’insoddisfazione: più i soggetti usavano Facebook, più diminuiva il loro livello di felicità e soddisfazione. Questo effetto, è emerso, è indipendente dal numero di amici che i soggetti avevano sul social network, ma anche da fattori quali il sesso, la percezione di solitudine, autostima e anche depressione.
I ricercatori avvertono, a conclusione dello studio: “A prima vista, Facebook rappresenta una risorsa inestimabile per soddisfare il fondamentale bisogno umano della connessione sociale. I risultati suggeriscono che anziché migliorare il benessere, però, Facebook lo diminuisce”.
Se da un lato è indubbio che Facebook e i suoi simili sono un ottimo modo per rimanere (o rientrare) in contatto con persone che altrimenti sarebbe difficile vedere di persona, quali sono gli effetti di passare tanto tempo sui social network? Secondo una ricerca, le conseguenze di un uso intensivo di Facebook sono tutt’altro che positive.
I ricercatori hanno studiato un campione di soggetti per due settimane, monitorando il loro uso di Facebook e chiedendo loro 5 volte al giorno (tramite chat) come si sentivano. E’ emersa una correlazione diretta tra l’utilizzo di Facebook e l’insoddisfazione: più i soggetti usavano Facebook, più diminuiva il loro livello di felicità e soddisfazione. Questo effetto, è emerso, è indipendente dal numero di amici che i soggetti avevano sul social network, ma anche da fattori quali il sesso, la percezione di solitudine, autostima e anche depressione.
I ricercatori avvertono, a conclusione dello studio: “A prima vista, Facebook rappresenta una risorsa inestimabile per soddisfare il fondamentale bisogno umano della connessione sociale. I risultati suggeriscono che anziché migliorare il benessere, però, Facebook lo diminuisce”.
lunedì 20 luglio 2015
LA CIPOLLA CHE NON FA PIANGERE ???????
Arriva una divertente scoperta per chi ama cucinare, direttamente dal paese del Sol Levante. Quante volte, infatti, abbiamo maledetto la cipolla mentre la tagliavamo perché ci faceva lacrimare gli occhi?
Un'azienda giapponese è riuscita a creare una cipolla che non fa piangere. Le cipolle sono infatti composte da ossidi e acidi che, quando entrano in contatto con l'aria, reagiscono con le mucose dell'occhio producendo l'odiosa lacrimazione.
Soluzione? Usare le radiazioni! Così ha fatto la compagnia House Foods, che ha manipolato tramite le radiazioni il principio chimico della cipolla che genera la lacrimazione. Gli scienziati hanno irradiato con alcuni ioni direttamente il bulbo centrale della cipolla, riducendo gli acidi.
Ma l'intuizione non ha raggiunto il successo sperato: i ricercatori hanno ricevuto il premio Ignobel, dato alle scoperte più ridicole. La commercializzazione non verrà quindi attuata, per la pace degli chef che non avevano più voglia di lacrimare tagliando le cipolle.
Un'azienda giapponese è riuscita a creare una cipolla che non fa piangere. Le cipolle sono infatti composte da ossidi e acidi che, quando entrano in contatto con l'aria, reagiscono con le mucose dell'occhio producendo l'odiosa lacrimazione.
Soluzione? Usare le radiazioni! Così ha fatto la compagnia House Foods, che ha manipolato tramite le radiazioni il principio chimico della cipolla che genera la lacrimazione. Gli scienziati hanno irradiato con alcuni ioni direttamente il bulbo centrale della cipolla, riducendo gli acidi.
Ma l'intuizione non ha raggiunto il successo sperato: i ricercatori hanno ricevuto il premio Ignobel, dato alle scoperte più ridicole. La commercializzazione non verrà quindi attuata, per la pace degli chef che non avevano più voglia di lacrimare tagliando le cipolle.
PRODOTTI DI BELLEZZA A BASE DI CACCA E URINA DI MUCCA !!!!!
Un’organizzazione filo-religiosa indiana ha lanciato qualche mese fa una linea di prodotti di bellezza contenenti due ingredienti piuttosto insoliti: urina e cacca di mucca.
Urina e cacca di mucca sono in realtà due ingredienti “tradizionali” della medicina ayurvedica, ma il loro uso è sempre meno diffuso tra le persone, che per la maggior parte preferiscono ormai delle cure che abbiano basi scientifiche.
Per riavvicinare alla tradizione le persone, ormai poco propense a spalmarsi direttamente in faccia cacca e urina, la Visha Hindu Parishad ha deciso di confezionare un prodotto di bellezza a base dei due ingredienti. Inoltre, la produzione permetterebbe di garantire dei guadagni agli allevatori di mucche, evitando così che mettano in vendita gli animali, considerati sacri.
La linea di prodotti comprende un sapone di bellezza, una crema per il viso, una pomata contro i brufoli, e anche medicinali come a ad esempio un lassativo.
I prodotti di bellezza peraltro non sono gli unici prodotti insoliti ottenuti dalla cacca e dall’urina di mucca: qualche anno fa in India era stata lanciata addirittura una bevanda a base di urina di mucca, che ha registrato discrete vendite, pur non diventando una bibita di massa.
Urina e cacca di mucca sono in realtà due ingredienti “tradizionali” della medicina ayurvedica, ma il loro uso è sempre meno diffuso tra le persone, che per la maggior parte preferiscono ormai delle cure che abbiano basi scientifiche.
Per riavvicinare alla tradizione le persone, ormai poco propense a spalmarsi direttamente in faccia cacca e urina, la Visha Hindu Parishad ha deciso di confezionare un prodotto di bellezza a base dei due ingredienti. Inoltre, la produzione permetterebbe di garantire dei guadagni agli allevatori di mucche, evitando così che mettano in vendita gli animali, considerati sacri.
La linea di prodotti comprende un sapone di bellezza, una crema per il viso, una pomata contro i brufoli, e anche medicinali come a ad esempio un lassativo.
I prodotti di bellezza peraltro non sono gli unici prodotti insoliti ottenuti dalla cacca e dall’urina di mucca: qualche anno fa in India era stata lanciata addirittura una bevanda a base di urina di mucca, che ha registrato discrete vendite, pur non diventando una bibita di massa.
Succede veramente che facendo sesso “si sbagli buco”? Una ricerca lo ha studiato.
L’associazione dei medici legali britannici ha svolto qualche tempo fa una ricerca decisamente curiosa: hanno voluto verificare se veramente esistano i “rapporti anali accidentali (quelli veri, non quelli da correttore ortografico…)
La ricerca non spiega bene perché abbiano deciso di indagare sulla
questione, anche se viene da pensare che sia in qualche modo
riconducibile alla volontà di fornire una base scientifica di fronte a
contenziosi legali inerenti la materia.

I ricercatori hanno intervistato 512 persone impegnate in una relazione eterosessuale, e al 7,2% degli uomini è risultato essere successo almeno una volta nella vita di “sbagliare buco”, nonché al 10,4% delle donne che si sono trovate “vittime” dell’errore.
Di quelli a cui è capitato, il 79% ha raccontato che al momento dell’“incidente” aveva già avuto esperienze sessuali, e l’83% che il partner aveva esperienza. Non sembra dunque un “errore da prima volta”. Un fattore, anche se minore, probabilmente lo potrebbe avere l’alcol, con il 43% degli intervistati che ha raccontato di essere stato ubriaco al momento dell’episodio.
I ricercatori hanno intervistato 512 persone impegnate in una relazione eterosessuale, e al 7,2% degli uomini è risultato essere successo almeno una volta nella vita di “sbagliare buco”, nonché al 10,4% delle donne che si sono trovate “vittime” dell’errore.
Di quelli a cui è capitato, il 79% ha raccontato che al momento dell’“incidente” aveva già avuto esperienze sessuali, e l’83% che il partner aveva esperienza. Non sembra dunque un “errore da prima volta”. Un fattore, anche se minore, probabilmente lo potrebbe avere l’alcol, con il 43% degli intervistati che ha raccontato di essere stato ubriaco al momento dell’episodio.
martedì 7 luglio 2015
BAMBINO DI 8 ANNI MORTO MA SI RISVEGLIA POCO PRIMA DI ESSERE CREMATO
Un bambino cinese ha rischiato di essere cremato vivo dopo essere
stato dichiarato morto dai medici. Il bambino, che aveva meno di un
mese, era nato con una malformazione congenita del sistema respiratorio,
che gli hanno permesso di sopravvivere solo grazie al supporto delle
macchine, finché i genitori hanno acconsentito ad interrompere quello
che in molti consideravano accanimento terapeutico.
Il bambino è stato così dichiarato morto e il suo corpicino composto in una bara, per essere poi cremato. Ma gli operatori delle pompe funebri hanno avuto una sorpresa quando hanno sentito venire dei pianti dalla bara: il bambino infatti era ancora vivo ed aveva ripreso conoscenza. Immediatamente hanno chiesto l’intervento dei sanitari, che hanno riportato il piccolo in ospedale.
La direzione dell’ospedale ha avviato un’inchiesta sull’accaduto, sospendendo in via cautelativa un medico ed un infermiera è stata licenziata. Probabilmente l’errore è stato causato dal fatto che, essendo particolarmente gravi le condizioni del piccolo, la dichiarazione di morte è stata fatta superficialmente.
Nonostante il colpo di fortuna, i medici non sono ottimisti sulle prospettive per il bambino, le cui condizioni rimangono particolarmente gravi a causa della malformazione.
Il bambino è stato così dichiarato morto e il suo corpicino composto in una bara, per essere poi cremato. Ma gli operatori delle pompe funebri hanno avuto una sorpresa quando hanno sentito venire dei pianti dalla bara: il bambino infatti era ancora vivo ed aveva ripreso conoscenza. Immediatamente hanno chiesto l’intervento dei sanitari, che hanno riportato il piccolo in ospedale.
La direzione dell’ospedale ha avviato un’inchiesta sull’accaduto, sospendendo in via cautelativa un medico ed un infermiera è stata licenziata. Probabilmente l’errore è stato causato dal fatto che, essendo particolarmente gravi le condizioni del piccolo, la dichiarazione di morte è stata fatta superficialmente.
Nonostante il colpo di fortuna, i medici non sono ottimisti sulle prospettive per il bambino, le cui condizioni rimangono particolarmente gravi a causa della malformazione.
GLI SPARANO 8 COLPI RESTA ILLESO GRAZIE AL GRASSO !!
Il grasso può fare da giubbotto antiproiettile: era il caso di un autista cileno, che proprio all’abbondante girovita è rimasto praticamente illeso dopo un colpo di pistola allo stomaco.
Ma è ancora più estremo il caso di Lawrence Bell, 24 anni e oltre 200kg di peso, che è stato coinvolto in una sparatoria con la polizia, dopo essere stato fermato in un controllo e avere aggredito un agente.
L’agente aggredito ha fatto fuco su Bell, colpendolo ben otto volte: ma i colpi (al petto, all’addome, al braccio destro ed anche uno che ha sfiorato la testa) non hanno avuto conseguenze letali. Il grasso corporeo dell’uomo infatti ha frenato le pallottole, un po’ come se avesse dei sacchi di sabbia addosso al corpo, hanno spiegato i medici. Per quanto ferito, Bell non ha neppure perso conoscenza mentre arrivava l’ambulanza per portarlo in ospedale.
Ma è ancora più estremo il caso di Lawrence Bell, 24 anni e oltre 200kg di peso, che è stato coinvolto in una sparatoria con la polizia, dopo essere stato fermato in un controllo e avere aggredito un agente.
L’agente aggredito ha fatto fuco su Bell, colpendolo ben otto volte: ma i colpi (al petto, all’addome, al braccio destro ed anche uno che ha sfiorato la testa) non hanno avuto conseguenze letali. Il grasso corporeo dell’uomo infatti ha frenato le pallottole, un po’ come se avesse dei sacchi di sabbia addosso al corpo, hanno spiegato i medici. Per quanto ferito, Bell non ha neppure perso conoscenza mentre arrivava l’ambulanza per portarlo in ospedale.
Lo credono morto, ma lui si presenta al proprio funerale
Perdere un parente o un amico in un
incidente stradale è una cosa tremenda. Ritrovarselo vivo e vegeto in
chiesa, mentre si è seduti davanti ad una bara occupata da qualcun
altro, risulta tuttavia altrettanto sconvolgente. E’ questo è di fatto
quanto accaduto alla famiglia di Ademir Jorge Goncalves, un muratore di
59 anni residente in Brasile. L’uscita domenicale assieme agli amici -
Goncalves era uscito assieme agli amici per una serata all’insegna del
divertimento più sfrenato. Dopo aver passato molte ore con loro, e aver
bevuto una quantità non meglio precisata di superalcolici, il gruppo si è
separato: ognuno è tornato nella propria abitazione, ma non il
muratore. L’uomo, stando a quanto da lui stesso raccontato, è salito a
bordo del proprio mezzo e, prima di far rientro, si è concesso qualche
altro bicchierino. Il suo tasso alcolemico doveva esser molto elevato e
alla fine è crollato, addormentandosi come un sasso sul sedile.Un
incidente lungo la strada di casa - Destino ha voluto che, mentre lui
dormiva, si verificasse un incidente mortale proprio lungo la stessa
strada che avrebbe dovuto percorrere per tornare a casa. Le auto
coinvolte, e i relativi conducenti a bordo, erano irriconoscibili.
Riuscire a comprendere pertanto si trattasse di lui o di un altro
malcapitato, considerando anche che la prova del Dna richiede troppo
tempo e denaro, e il fatto che in Brasile è consuetudine celebrare i
funerali il giorno successivo al decesso, ugualmente impossibile.Parenti
rassegnati fanno celebrare il funerale - Tutti i famigliari e gli amici
di Goncalves, addolorati per l’improvviso e inaspettato trapasso, non
hanno potuto far altro che organizzare in fretta e furia la cerimonia
funebre e dire così addio al proprio amato. Durante la cerimonia,
tuttavia, una sorpresa, sicuramente piacevole ma sconvolgente: Ademir è
entrato in chiesa, ma non in posizione orizzontale. Il muratore ha
varcato l’uscio con le proprie gambe e si è diretto immediatamente verso
i parenti lasciandoli senza parole.Un lieto fine, ma un morto vero
c’era - Dopo i dovuti chiarimenti la cerimonia è stata interrotta, anche
perché il corpo all’interno della bara non era quello ipotizzato. La
famiglia di Goncalves ha ricontattato la polizia locale che, dopo una
più attenta ricerca, ha scoperto l’identità della vittima
dell’incidente, consegnandola stavolta alla vera famiglia.
lunedì 6 luglio 2015
I 10 RECORD INCREDIBILI
- L’uomo con il pene più lungo del mondo. La maggior parte degli uomini esagera notevolmente quando parla delle misure del proprio pene: non è il caso di Jonah Falcon, che risulta essere l’uomo vivente con il pene più lungo del mondo: 24 cm da flaccido e 34 cm eretto. Falcon fa l’attore (non hard, al contrario do quello che qualcuno potrebbe immaginare) e tiene una rubrica sportiva alla radio. Un pene normale (checché ne dicano molti uomini…) misura eretto tra i 13 e i 19 cm.
- La donna con la vagina più larga. La donna con la vagina più larga della storia sembrerebbe essere una certa Anna Swan, vissuta tra il 1846 e il 1888. La donna aveva raggiunto un altezza di 2 metri e 34 cm, e si è sposata con un altro “gigante”, Martin Bates, alto poco meno di lei. La coppia ha avuto un figlio (purtroppo morto poco dopo la nascita), che risulterebbe essere forse il più grande neonato della storia: 86 cm di lunghezza per quasi 12kg. Fatto sta che sulla base del diametro della testa del bambino, i medici hanno calcolato una dilatazione massima della vagina della signora Swan pari a 15,5 cm — contro una dilatazione massima di circa 10cm nelle donne normali.
- L’orgia più grande del mondo. Il Giappone detiene il primato dell’orgia più grande del mondo, che ha coinvolto 250 coppie, per un totale di 500 persone, anche se va detto che ciascuno ha fatto sesso esclusivamente con il proprio partner. Tutte le posizioni erano coreografate, in modo che le coppie svolgessero tutte le stesse azioni. L’intera scena (manco a dirlo) è stata ripresa ed è in vendita su dvd.
- La più grande gang-bang del mondo. L’attrice hard Lisa Sparxxx
detiene il record di “gang-bang”, durante il quale ha fatto sesso con
919 uomini contemporaneamente. In precedenza, il record era appartenuto
prima all’attrice Klaudia Figura, con 646 uomini, battuto poi da
Marianna Rokita, con 759 uomini.
- Record di masturbazione maschile. Un certo Masanobu Sato (Giappone) detiene il record di più lunga “sessione di masturbazione” per quanto riguarda gli uomini, con 9 ore e 58 minuti. Il record è stato raggiunto nell’edizione 2009 del Masturbate-a-thon, a San Francisco, battendo un record precedente che già gli apparteneva, con una durata di 9 ore e 33 minuti. Non c’è che dire …chi si accontenta gode.
- Record di distanza per uno schizzo di sperma. Lo “schizzo” più distante è stato prodotto da tale Horst Schultz, che ha raggiunto una distanza di 6 metri. Schultz detiene anche il record per lo “schizzo” a velocità maggiore, toccando i 69 km/h. Non chiedeteci perché siano state misurate queste performance.
- La vagina più forte del mondo. La 42enne russa Tatiana Kozhevnikova detiene il record di vagina più forte del mondo, inserito anche nel Guinness dei Primati. La Kozhevnikova riesce ad alzare 14Kg con la vagina. La donna ha spiegato che ha iniziato a esercitarsi dopo la nascita del figlio, poiché sentiva di avere perso tonicità nei muscoli delle parti intime, e ci ha preso gusto…
- La madre con più figli. La donna che ha avuto più figli nella storia sembra essere stata Valentina Vassilyeva, contadina russa vissuta nel 1700. La Vassilyeva, ha avuto ben 69 figli, “grazie” a 16 parti gemellari, 7 trigemini e 4 quadrigenimi – un totale di 27 parti, dunque. Un record che è stato avvicinato ai giorni nostri dalla cilena Leontina Albina, che afferma di essere la madre di 64 figli. “Afferma” perché ci sono documenti ufficiali “solo” di 55 di questi. Il record di figli per quanto riguarda le madri che non hanno avuto parti gemellari appartiene invece alla rumena Livia Ionce, che ha avuto 18 figli – finora, dato che la donna ha oggi 44 anni (il che vuol dire che ha passato il 30% della sua vita incinta…).
- Il padre più vecchio del mondo. L’indiano Nanu Ram Jogi detiene il record di padre più vecchio del mondo: è riuscito a procreare il 21esimo figlio alla rispettabile età di 90 anni con la quarta moglie. E dice di non avere nessuna intenzione di smettere di fare figli, o almeno di fare sesso per provare ad averne…
- La prostituta più vecchia del mondo. La prostituzione è il mestiere più vecchio del mondo: e una prostituta di Taipei sembrerebbe (secondo la polizia del luogo) la prostituta in attività più vecchia del mondo, nota semplicemente come “la nonna”, non a caso dato che sembra avere 82 anni, che continuerebbe a mantenersi con il mestiere che ha svolto per diverse decine di anni.
INCIDENTE SEXY PER LA GREGORACI CAPEZZOLO IN FUGA A FORTE DEI MARMI !!!
- Giochi nell'acqua con il figlio
Nathan Falco e incidente sexy per Elisabetta Gregoraci, che ha un
problemino con il pezzo sopra del bikini. Dal triangolo del reggiseno
ecco spuntare malizioso un capezzolo. I flash scattano, Eli sorride e
sfoggia un fisico da dieci e lode, lato B e décolleté da copertina.
Week end di mare ai bagni Twiga di Forte dei Marmi con il marito Flavio Briatore e Nathan Falco per la bella conduttrice, che tra bagni di sole, coccole e scherzi d'acqua offre ai paparazzi un bel reportage sulle sue forme sinuose. Fondoschiena tonico e scolpito, gambe lunghe e asciutte, ventre piattissimo e addominali scultorei. Eli è un vero capolavoro. Quando poi ci si mette anche il siparietto bollente con il capezzolo in fuga dal triangolo del costume, allora lo spettacolo è davvero ineguagliabile. Da applausi a scena aperta.
Week end di mare ai bagni Twiga di Forte dei Marmi con il marito Flavio Briatore e Nathan Falco per la bella conduttrice, che tra bagni di sole, coccole e scherzi d'acqua offre ai paparazzi un bel reportage sulle sue forme sinuose. Fondoschiena tonico e scolpito, gambe lunghe e asciutte, ventre piattissimo e addominali scultorei. Eli è un vero capolavoro. Quando poi ci si mette anche il siparietto bollente con il capezzolo in fuga dal triangolo del costume, allora lo spettacolo è davvero ineguagliabile. Da applausi a scena aperta.
LO ZUCCHERO E' UN VELENO !!!!!!
Ormai tutti sanno che lo Zucchero bianco
raffinato fa male, ma molti non sanno quanto … e’ trattato chimicamente e
con il tempo comporta seri problemi all’organismo …
Lo zucchero raffinato è assai dannoso quando
viene ingerito dagli esseri umani perché fornisce soltanto quelle che
gli esperti di nutrizione chiamano come calorie vuote o nude….esso manca
dei minerali naturali presenti nella barbabietola e nella canna. Per di
più lo zucchero è peggiore di qualsiasi altra cosa in quanto tende a
prosciugare e dissolvere dal corpo preziose vitamine e minerali.
Lo zucchero assunto quotidianamente produce una condizione di continua
iperacidità e, nel tentativo di rettificare lo squilibrio, vengono
richiesti dal profondo dell’organismo sempre più minerali. Infine, onde
salvaguardare il sangue, dalle ossa e dai denti viene preso tanto calcio
da dare inizio ad un decadimento ed indebolimento generale.
COME SI PRODUCE IL VELENO BIANCO
O ZUCCHERO RAFFINATO
Il succo zuccherino proveniente dalla prima fase della lavorazione della barbabietola o della canna da zucchero, viene sottoposto a complesse trasformazioni industriali: prima viene depurato con latte di calce che provoca la perdita e la distruzione di sostanze organiche, proteine, enzimi e sali di calcio; poi, per eliminare la calce che è rimasta in eccesso, il succo zuccherino viene trattato con anidride carbonica. Il prodotto quindi subisce ancora un trattamento con acido solforoso per eliminare il colore scuro, successivamente viene sottoposto a cottura, raffreddamento, cristallizzazione e centrifugazione.
Si arriva così allo zucchero grezzo. Da qui si passa alla seconda fase di lavorazione: lo zucchero viene filtrato e decolorato con carbone animale e poi, per eliminare gli ultimi riflessi giallognoli, viene colorato con il colorante blu oltremare o con il blu idantrene (proveniente dal catrame e quindi cancerogeno). Il prodotto finale e’ una bianca sostanza cristallina che non ha piu’ nulla a che fare con il ricco succo zuccherino di partenza e viene venduta al pubblico per zuccherare gran parte di cio’ che mangiamo.11 ALTERNATIVE NATURALI A QUESTO PERICOLOSO VELENO:
1) ZUCCHERO DI CANNA INTEGRALE
Il primo valido dolcificante naturale è lo ZUCCHERO DI CANNA INTEGRALE (o panela o mascobado o rapadura o melado de acùcar) quello vero, ha un leggero retrogusto di liquirizia, è granuloso, marrone ed è umido; è il primissimo zucchero che si estrae dal succo di canna che dopo la raccolta viene solidificato in panetti delle dimensioni di una mattonella, ai quali possono essere addizionati altri ingredienti come succo di papaia, arancia, manioca, arachidi. È un alimento molto nutriente tipico del Brasile.
Ricordatevi quindi che quando lo zucchero (o il sale) sono integrali sono anche leggermente umidi e se lasciati all’aria formano un blocco e questo è dovuto alla presenza di magnesio e potassioche essendo igroscopici catturano l’umidità dall’aria.
2) SCIROPPO D’ACERO
Un’ altra buona alternativa è rappresentata dallo SCIROPPO D’ACERO, contenente saccarosio, potassio, vitamine del gruppoB e calcio ed anche questo è prodotto dalla linfa estratta da una pianta, l’acero appunto. Risulta avere un sapore molto dolce ed è adatto per la preparazione di dolci e per dolcificare bevande.
3) MALTO D’ORZO, SCIROPPO DI RISO, SCIROPPO DI MAIS
Altro discorso invece è il MALTO d’orzo, lo sciroppo di riso o lo sciroppo di mais che si ottengono dalla germinazione dei cereali. Tutti hanno un alto contenuto in maltosio e contengono amminoacidi, potassio, sodio e magnesio essenziali all’organismo, ecco perché si ritiene siano i più validi sostituti al miele.
Il malto d’orzo (l’unico vero malto, gli altri sono detti sciroppi) viene ottenuto dalla cottura in acqua dell’orzo precedentemente fatto germinare e successivamente essiccato.
Tutti e tre risultano avere un sapore caratteristico ed avere meno capacità dolcificante del mieleo dello sciroppo d’acero ma, soprattutto per quello di riso, sono molto più adatti alla dolcificazione quotidiana.
4) MELASSA
Un altro prodotto molto utile per dolcificare in maniera naturale è
la melassa che deriva dallo zucchero di canna o anche della barbabietola
e contiene saccarosio,fruttosio, glucosio, acido fosforico, potassio,
fibre ed è ricchissimo di vitamine (soprattutto B) e di minerali.
Purtroppo non è facile da trovare in Italia, ad esempio il prodotto
messo in commercio come “melassa dolce di Panela” (come si può leggere
anche sulla confezione) non è melassa, ma zucchero Panela reso liquido
grazie all’aggiunta di acqua. Se acquistate una melassa dovete fare
particolare attenzione al fatto che sia di provenienza biologica,
altrimenti nel vostro dolcificante si troveranno sicuramente residui dei
composti chimici utilizzati per l’estrazione dello zucchero.
5) SCIROPPO DI MELE
Altro prodotto, anche se non molto facile da reperire, è lo sciroppo
di mele ricchissimo di vitamine e sali minerali e molto digeribile
adatto soprattutto alla dolcificazione dei dolci.
6) SUCCO D’AGAVE
Ancora il SUCCO D’AGAVE (linfa della pianta d’agave) ricchissimo di sali minerali ed oligominerali e con un tasso glicemico inferiore allo zucchero bianco, assolutamente da provare!
7) SUCCO D’UVA
Deriva dalla bollitura e spremitura di uve alla quale si aggiungono chiodi di garofano, cannella e limone. Contiene fruttosio e in realtà ha un sapore molto caratteristico che non risulta essere apprezzato in ogni situazione.
8) AMASAKE
L’ AMASAKE è un’altro dolcificante naturale molto usato nella cucina orientale che si ottiene dalla germinazione enzimatica del riso bianco e che può anche essere autoprodotto facilmente in casa, inoltre può essere utilizzato anche da solo come magnifico dessert!
9) STEVIA
Altro dolcificante naturale è LA STEVIA o meglio la sua polvere; la
stevia è una pianta proveniente dal sud America, ha un’elevata presenza
di saccarosio ma la sua pecca è che non si scioglie nei liquidi dato che
è costituito da polvere di foglie secche (anche se è possibile
realizzare degli sciroppi molto utili per dolcificare e con una perfetta
miscibilità!), in Italia non è possibile commercializzarla come
dolcificante o per uso alimentare ma nulla impedisce di coltivarsela o
commercializzarla come pianta ornamentale. Il suo potere dolcificante è
molto alto ma ha anche un forte retrogusto di liquirizia, perfetti in
talune occasioni ma un po’ meno, ad esempio, se volete dolcificare tè o
caffè. QUI utili informazioni.
10) ZUCCHERO DI COCCO
Nella nuova frontiera dei dolcificanti naturali un posto d’onore occupa sicuramente lo zucchero di cocco, realizzato dai fiori della palma. Precisiamo che non si tratta della palma da cui si estrae il tanto discusso olio ma dei fiori della palma da cocco (cocos nucifera) che viene coltivata in maniera non intensiva a Bali. Il prodotto che si ricava è uno zucchero dal sapore intenso e fruttato con ridotto contenuto di saccarosio e che racchiude tante sostanze nutrizionali importanti per il nostro organismo come potassio e zinco.
11) MIELE
Altro prodotto molto usato, contiene maltosio, saccarosio, glucosio, fruttosio e destrosio e costituisce un perfetto energetico naturale; non è però indicato per la preparazione di dolci in quanto la cottura trasforma il suo gusto dolce in leggermente amaro.
5) SCIROPPO DI MELE
6) SUCCO D’AGAVE
Ancora il SUCCO D’AGAVE (linfa della pianta d’agave) ricchissimo di sali minerali ed oligominerali e con un tasso glicemico inferiore allo zucchero bianco, assolutamente da provare!
7) SUCCO D’UVA
Deriva dalla bollitura e spremitura di uve alla quale si aggiungono chiodi di garofano, cannella e limone. Contiene fruttosio e in realtà ha un sapore molto caratteristico che non risulta essere apprezzato in ogni situazione.
8) AMASAKE
L’ AMASAKE è un’altro dolcificante naturale molto usato nella cucina orientale che si ottiene dalla germinazione enzimatica del riso bianco e che può anche essere autoprodotto facilmente in casa, inoltre può essere utilizzato anche da solo come magnifico dessert!
9) STEVIA
![]() |
| Stevia – si puo’ coltivare anche in casa |
10) ZUCCHERO DI COCCO
Nella nuova frontiera dei dolcificanti naturali un posto d’onore occupa sicuramente lo zucchero di cocco, realizzato dai fiori della palma. Precisiamo che non si tratta della palma da cui si estrae il tanto discusso olio ma dei fiori della palma da cocco (cocos nucifera) che viene coltivata in maniera non intensiva a Bali. Il prodotto che si ricava è uno zucchero dal sapore intenso e fruttato con ridotto contenuto di saccarosio e che racchiude tante sostanze nutrizionali importanti per il nostro organismo come potassio e zinco.
11) MIELE
Altro prodotto molto usato, contiene maltosio, saccarosio, glucosio, fruttosio e destrosio e costituisce un perfetto energetico naturale; non è però indicato per la preparazione di dolci in quanto la cottura trasforma il suo gusto dolce in leggermente amaro.
ATTENZIONE MULTE IN ARRIVO CON IL TARGA SYSTEM
Arriva Targa System: Prepariamoci Ad Un’Ondata Di Multe! – Lo
strumento a disposizione dei vigili urbani permette di controllare in
tempo reale se i veicoli sono in regola con assicurazione e revisione.
Ecco come funziona. Ha appena debuttato a Ciampino il Targa System, lo
strumento a disposizione dei vigili urbani che in pochi secondi – a
partire dalla targa – è in grado di individuare le automobili senza
assicurazione,bollo, con la revisione scaduta o rubate.
Nelle prime 2 ore di attività, alle porte di Roma, sono state notificate oltre 100 multe tra i circa 600 veicoli controllati: tra questi, 36 infrazioni sono state per circolazione con assicurazione scaduta e altre 48 per la mancata revisione del veicolo.
E dal mese di settembre il sistema verrà integrato con le telecamere installate per le vie di Ciampino e nel resto d’ Italia.
Il suo funzionamento è elementare: alcune telecamere leggono la targa delle automobili che si stanno avvicinando all’area in cui si trova la pattuglia, di solito qualche centinaio di metri più avanti. A quel punto il Targa System interroga i database collegati (ad esempio del Ministero dell’interno e della motorizzazione), i quali in meno di 3 secondi – di solito ne basta 1 – inviano agli agenti le informazioni sui veicoli irregolari che stanno per raggiungerli, dando loro modo di estrarre la paletta e fermare l’automobile. I vigili possono anche controllare direttamente sul proprio portatile tutte le informazioni sul veicolo, e a chi riuscisse a evitare il controllo verrebbe comunque recapitata la multa direttamente a casa, visto che il sistema archivia tutti i veicoli che transitano davanti alla telecamera.
Il Targa System, costruito dall’azienda bolognese Europa Azzaroni, cattura le immagini dei veicoli che viaggiano anche oltre i 90 chilometri orari, e può funzionare anche di notte, con la pioggia e in condizioni di visibilità scarsa. Oltre ai controlli su assicurazioni, revisioni e furti, il sistema segnala anche i veicoli inseriti nelle black-list o sottoposti a fermo amministrativo. Anche in questo caso non mancano però le polemiche, soprattutto legate al fatto che spesso gli autovelox sono ancora preferiti rispetto a sistemi di questo tipo. Secondo quanto dichiarato dal segretario Stefano Giannini del sindacato Sulpl, il motivo per cui si continuano a impiegare gli agenti per gli autovelox è che questi rispondono meglio all’esigenza di “fare cassa”. Anche con il Targa System però non si scherza: sono previsti 841 euro di multa per chi circola con assicurazione scaduta, 168 euro per chi non ha fatto la revisione entro i tempi previsti e 1998 euro per chi circola su veicoli sottoposti a sequestro.
Nelle prime 2 ore di attività, alle porte di Roma, sono state notificate oltre 100 multe tra i circa 600 veicoli controllati: tra questi, 36 infrazioni sono state per circolazione con assicurazione scaduta e altre 48 per la mancata revisione del veicolo.
E dal mese di settembre il sistema verrà integrato con le telecamere installate per le vie di Ciampino e nel resto d’ Italia.
Il suo funzionamento è elementare: alcune telecamere leggono la targa delle automobili che si stanno avvicinando all’area in cui si trova la pattuglia, di solito qualche centinaio di metri più avanti. A quel punto il Targa System interroga i database collegati (ad esempio del Ministero dell’interno e della motorizzazione), i quali in meno di 3 secondi – di solito ne basta 1 – inviano agli agenti le informazioni sui veicoli irregolari che stanno per raggiungerli, dando loro modo di estrarre la paletta e fermare l’automobile. I vigili possono anche controllare direttamente sul proprio portatile tutte le informazioni sul veicolo, e a chi riuscisse a evitare il controllo verrebbe comunque recapitata la multa direttamente a casa, visto che il sistema archivia tutti i veicoli che transitano davanti alla telecamera.
Il Targa System, costruito dall’azienda bolognese Europa Azzaroni, cattura le immagini dei veicoli che viaggiano anche oltre i 90 chilometri orari, e può funzionare anche di notte, con la pioggia e in condizioni di visibilità scarsa. Oltre ai controlli su assicurazioni, revisioni e furti, il sistema segnala anche i veicoli inseriti nelle black-list o sottoposti a fermo amministrativo. Anche in questo caso non mancano però le polemiche, soprattutto legate al fatto che spesso gli autovelox sono ancora preferiti rispetto a sistemi di questo tipo. Secondo quanto dichiarato dal segretario Stefano Giannini del sindacato Sulpl, il motivo per cui si continuano a impiegare gli agenti per gli autovelox è che questi rispondono meglio all’esigenza di “fare cassa”. Anche con il Targa System però non si scherza: sono previsti 841 euro di multa per chi circola con assicurazione scaduta, 168 euro per chi non ha fatto la revisione entro i tempi previsti e 1998 euro per chi circola su veicoli sottoposti a sequestro.
domenica 5 luglio 2015
STORIA STRAZIANTE E STRAPPALACRIME !!!
Mamma,
sono uscita con amici. Sono andata ad una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi detto: di non bere alcolici. Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, cosi ho bevuto una Sprite. Mi son sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare, al contrario di quello che mi dicono alcuni amici. Ho fatto una scelta sana ed il tuo consiglio è stato giusto. Quando la festa e finita, la gente ha iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo. Io ho preso la mia machina con la certezza che ero sobria. Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava... Qualcosa di inaspettato! Ora sono qui sdraiata sull'asfalto e sento un poliziotto che dice: "Il ragazzo che ha provocato l'incidente era ubriaco". Mamma, la sua voce sembra così lontana... Il mio sangue è sparso dappertutto e sto cercando,con tutte le mie forze, di non piangere. Posso sentire i medici che dicono: "Questa ragazza non ce la farà". Sono certa che il ragazzo alla guida dell'altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocita. Alla fine lui ha deciso di bere ed io adesso devo morire... Perchè le persone fanno tutto questo, mamma? Sapendo che distruggeranno delle vite? Il dolore è come se mi pugnalasse con un centinaio di coltelli contemporaneamente. Dì a mia sorella di non spaventarsi, mamma, di a papà di essere forte. Qualcuno doveva dire a quel
ragazzo che non si deve bere e guidare... Forse, se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei viva... La mia respirazione si fa sempre piu debole e incomincio ad avere veramente paura... Questi sono i miei ultimi momenti,e mi sento così disperata...Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma, mentre sono sdraiata, qui, morente. Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene per questo... Ti voglio bene e.... addio.
Queste parole sono state scritte da un giornalista che era presente all'incidente. La ragazza, mentre moriva, sussurrava queste parole ed il giornalista scriveva...scioccato. Questo giornalista ha iniziato una campagna contro la guida in stato di ebbrezza. Se questo messaggio è arrivato fino a te e lo cancelli... Potresti perdere l'opportunita, anche se non bevi, di far capire a molte persone che la tua stessa vita è in pericolo. Questo piccolo gesto può fare la differenza.
sono uscita con amici. Sono andata ad una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi detto: di non bere alcolici. Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, cosi ho bevuto una Sprite. Mi son sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare, al contrario di quello che mi dicono alcuni amici. Ho fatto una scelta sana ed il tuo consiglio è stato giusto. Quando la festa e finita, la gente ha iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo. Io ho preso la mia machina con la certezza che ero sobria. Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava... Qualcosa di inaspettato! Ora sono qui sdraiata sull'asfalto e sento un poliziotto che dice: "Il ragazzo che ha provocato l'incidente era ubriaco". Mamma, la sua voce sembra così lontana... Il mio sangue è sparso dappertutto e sto cercando,con tutte le mie forze, di non piangere. Posso sentire i medici che dicono: "Questa ragazza non ce la farà". Sono certa che il ragazzo alla guida dell'altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocita. Alla fine lui ha deciso di bere ed io adesso devo morire... Perchè le persone fanno tutto questo, mamma? Sapendo che distruggeranno delle vite? Il dolore è come se mi pugnalasse con un centinaio di coltelli contemporaneamente. Dì a mia sorella di non spaventarsi, mamma, di a papà di essere forte. Qualcuno doveva dire a quel
ragazzo che non si deve bere e guidare... Forse, se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei viva... La mia respirazione si fa sempre piu debole e incomincio ad avere veramente paura... Questi sono i miei ultimi momenti,e mi sento così disperata...Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma, mentre sono sdraiata, qui, morente. Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene per questo... Ti voglio bene e.... addio.
Queste parole sono state scritte da un giornalista che era presente all'incidente. La ragazza, mentre moriva, sussurrava queste parole ed il giornalista scriveva...scioccato. Questo giornalista ha iniziato una campagna contro la guida in stato di ebbrezza. Se questo messaggio è arrivato fino a te e lo cancelli... Potresti perdere l'opportunita, anche se non bevi, di far capire a molte persone che la tua stessa vita è in pericolo. Questo piccolo gesto può fare la differenza.
STORIA BELLA ..........................
Ha risposto alla chiamata non appena possibile, si mise il camice e andò direttamente
al blocco chirurgico. Davanti alla sala operatoria trovò il padre del
bambino che gli gridò: “Perché è venuto così tardi, perché tutto questo
tempo, non sa che la vita di mio figlio è in pericolo, non hai il senso
di responsabilità?”
Il dottore sorrise e disse: “Mi dispiace, non ero in ospedale e sono arrivato velocemente per come ho potuto, dopo aver ricevuto la chiamata… Ed ora, vorrei che si calmasse in modo che io possa fare il mio lavoro!”
“Devo stare calmo? Cosa succederebbe se suo figlio si trovasse in questo momento nei panni del mio bambino, starebbe tranquillo?” – Disse il padre arrabbiato.
Il dottore sorrise e rispose: “Le voglio dire quello che ha detto Giobbe nella Bibbia: “Dalla polvere siamo venuti e in polvere ritorneremo, sia benedetto il nome di Dio! Noi medici non possiamo fare sempre miracoli! Stia tranquillo, comunque faremo tutto il possibile per suo figlio!”
“Dare consigli quando non siamo in questione è così facile!” – mormorò il padre.
L’intervento durò qualche ora, alla fine uscì dalla sala operatoria felice e disse al padre: “Grazie a Dio suo figlio è salvo!” e senza attendere la risposta del padre guardò l’orologio e andò via di fretta mentre diceva: “Se voule sapere altro chieda all’infermiera!”.
“Perché così arrogante? Non poteva aspettare qualche minuto e dirmi di più sullo stato di mio figlio? disse il padre all’infermiera.
Infermiera con le lacrime al viso gli rispose:
“Il figlio del dottore è morto ieri in un incidente stradale, e il medico era al funerale quando l’abbiamo chiamato per l’urgenza e ora che il suo bambino è fuori pericolo e sta bene, lui è corso a vedere la sepoltura di suo figlio!
Non giudicare mai nessuno, perché non sai cosa sta vivedendo realmente chi hai davanti a te!
***********************************************
Io la condivido volentieri per farla leggere anche a voi. Ciao
Il dottore sorrise e disse: “Mi dispiace, non ero in ospedale e sono arrivato velocemente per come ho potuto, dopo aver ricevuto la chiamata… Ed ora, vorrei che si calmasse in modo che io possa fare il mio lavoro!”
“Devo stare calmo? Cosa succederebbe se suo figlio si trovasse in questo momento nei panni del mio bambino, starebbe tranquillo?” – Disse il padre arrabbiato.
Il dottore sorrise e rispose: “Le voglio dire quello che ha detto Giobbe nella Bibbia: “Dalla polvere siamo venuti e in polvere ritorneremo, sia benedetto il nome di Dio! Noi medici non possiamo fare sempre miracoli! Stia tranquillo, comunque faremo tutto il possibile per suo figlio!”
L’intervento durò qualche ora, alla fine uscì dalla sala operatoria felice e disse al padre: “Grazie a Dio suo figlio è salvo!” e senza attendere la risposta del padre guardò l’orologio e andò via di fretta mentre diceva: “Se voule sapere altro chieda all’infermiera!”.
“Perché così arrogante? Non poteva aspettare qualche minuto e dirmi di più sullo stato di mio figlio? disse il padre all’infermiera.
Infermiera con le lacrime al viso gli rispose:
“Il figlio del dottore è morto ieri in un incidente stradale, e il medico era al funerale quando l’abbiamo chiamato per l’urgenza e ora che il suo bambino è fuori pericolo e sta bene, lui è corso a vedere la sepoltura di suo figlio!
Non giudicare mai nessuno, perché non sai cosa sta vivedendo realmente chi hai davanti a te!
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Io la condivido volentieri per farla leggere anche a voi. Ciao
Se siete nati tra il 1950 e il 1980 dovete leggerla! Fantastica!!
1 – Da bambini andavamo in auto che non avevano cinture di sicurezza né airbag…
2 – Viaggiare nella parte posteriore di un furgone aperto era una passeggiata speciale e ancora ne serbiamo il ricordo…
3 – Le nostre culle erano dipinte con colori vivacissimi, con vernici a base di piombo.
4 – Non avevamo chiusure di sicurezza per i bambini nelle confezioni dei medicinali, nei bagni, alle porte.
5 – Quando andavamo in bicicletta non portavamo il casco.
6 – Bevevamo l’acqua dal tubo del giardino invece che dalla bottiglia dell’acqua minerale…
7 – Trascorrevamo ore ed ore costruendoci carretti a rotelle ed i fortunati che avevano strade in discesa si lanciavano e, a metà corsa, ricordavano di non avere freni. Dopo vari scontri contro i cespugli, imparammo a risolvere il problema. Sì, noi ci scontravamo con cespugli, non con auto!
8 – Uscivamo a giocare con l’unico obbligo di rientrare prima del tramonto. Non avevamo cellulari… cosicché nessuno poteva rintracciarci. Impensabile….
9 – La scuola durava fino alla mezza, poi andavamo a casa per il pranzo con tutta la famiglia (si, anche con il papà).
10 – Ci tagliavamo, ci rompevamo un osso, perdevamo un dente, e nessuno faceva una denuncia per questi incidenti. La colpa non era di nessuno, se non di noi stessi.
11 – Mangiavamo biscotti, pane olio e sale, pane e burro, bevevamo bibite zuccherate e non avevamo mai problemi di sovrappeso, perché stavamo sempre in giro a giocare…
12 – Condividevamo una bibita in quattro… bevendo dalla stessa bottiglia e nessuno moriva per questo.
13 – Non avevamo Playstation, Nintendo 64, X box, Videogiochi , televisione via cavo con 99 canali, videoregistratori, dolby surround, cellulari personali, computer, chatroom su Internet … Avevamo invece tanti AMICI.
14 – Uscivamo, montavamo in bicicletta o camminavamo fino a casa dell’amico, suonavamo il campanello o semplicemente entravamo senza bussare e lui era lì e uscivamo a giocare.
15 – Si! Lì fuori! Nel mondo crudele! Senza un guardiano! Come abbiamo fatto? Facevamo giochi con bastoni e palline da tennis, si formavano delle squadre per giocare una partita; non tutti venivano scelti per giocare e gli scartati dopo non andavano dallo psicologo per il trauma.
16 – Alcuni studenti non erano brillanti come altri e quando perdevano un anno lo ripetevano. Nessuno andava dallo psicologo, dallo psicopedagogo, nessuno soffriva di dislessia né di problemi di attenzione né d’iperattività; semplicemente prendeva qualche scapaccione e ripeteva l’anno.
17 – Avevamo libertà, fallimenti, successi, responsabilità … e imparavamo a gestirli.
La grande domanda allora è questa: Come abbiamo fatto a sopravvivere?
2 – Viaggiare nella parte posteriore di un furgone aperto era una passeggiata speciale e ancora ne serbiamo il ricordo…
3 – Le nostre culle erano dipinte con colori vivacissimi, con vernici a base di piombo.
4 – Non avevamo chiusure di sicurezza per i bambini nelle confezioni dei medicinali, nei bagni, alle porte.
5 – Quando andavamo in bicicletta non portavamo il casco.
6 – Bevevamo l’acqua dal tubo del giardino invece che dalla bottiglia dell’acqua minerale…
7 – Trascorrevamo ore ed ore costruendoci carretti a rotelle ed i fortunati che avevano strade in discesa si lanciavano e, a metà corsa, ricordavano di non avere freni. Dopo vari scontri contro i cespugli, imparammo a risolvere il problema. Sì, noi ci scontravamo con cespugli, non con auto!
8 – Uscivamo a giocare con l’unico obbligo di rientrare prima del tramonto. Non avevamo cellulari… cosicché nessuno poteva rintracciarci. Impensabile….
9 – La scuola durava fino alla mezza, poi andavamo a casa per il pranzo con tutta la famiglia (si, anche con il papà).
10 – Ci tagliavamo, ci rompevamo un osso, perdevamo un dente, e nessuno faceva una denuncia per questi incidenti. La colpa non era di nessuno, se non di noi stessi.
11 – Mangiavamo biscotti, pane olio e sale, pane e burro, bevevamo bibite zuccherate e non avevamo mai problemi di sovrappeso, perché stavamo sempre in giro a giocare…
12 – Condividevamo una bibita in quattro… bevendo dalla stessa bottiglia e nessuno moriva per questo.
13 – Non avevamo Playstation, Nintendo 64, X box, Videogiochi , televisione via cavo con 99 canali, videoregistratori, dolby surround, cellulari personali, computer, chatroom su Internet … Avevamo invece tanti AMICI.
14 – Uscivamo, montavamo in bicicletta o camminavamo fino a casa dell’amico, suonavamo il campanello o semplicemente entravamo senza bussare e lui era lì e uscivamo a giocare.
15 – Si! Lì fuori! Nel mondo crudele! Senza un guardiano! Come abbiamo fatto? Facevamo giochi con bastoni e palline da tennis, si formavano delle squadre per giocare una partita; non tutti venivano scelti per giocare e gli scartati dopo non andavano dallo psicologo per il trauma.
16 – Alcuni studenti non erano brillanti come altri e quando perdevano un anno lo ripetevano. Nessuno andava dallo psicologo, dallo psicopedagogo, nessuno soffriva di dislessia né di problemi di attenzione né d’iperattività; semplicemente prendeva qualche scapaccione e ripeteva l’anno.
17 – Avevamo libertà, fallimenti, successi, responsabilità … e imparavamo a gestirli.
La grande domanda allora è questa: Come abbiamo fatto a sopravvivere?
sabato 4 luglio 2015
La libraia anti Schettino non vende il libro del comandante: "Rispetto per le vittime della Concordia"
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Venticinque anni, le idee chiare e il coraggio di no ad un caso editoriale che sta infiammando il dibattito pubblico, diviso tra chi lo ritiene una vergogna e chi sostiene che l’ex comandante abbia il diritto a raccontare la sua verità. “Abbiamo semplicemente messo un cartello in vetrina, non un modo per farci pubblicità, semplicemente per informare la clientela che se cercano il libro di Schettino devono rivolgersi altrove –spiega Cristiana- noi non ci vogliamo rendere complici della giustificazione di un uomo che ha causato la morte di trentadue persone, di trentadue famiglie distrutte dal dolore, per un inchino, per una manovra azzardata”. Le immagini di quella notte, del 13 gennaio 2012, il naufragio, la ricerca disperata dei sopravvissuti, le lacrime dei familiari, sono cicatrici nella memoria che ancora fanno male e che non si rimargineranno. Il “processo mediatico”, i silenzi in aula del comandante, il dolore dei sopravvissuti e adesso un libro dopo la condanna a 16 anni di carcere.
“C’è chi ha detto che è stato inutile mettere fuori un cartello dal momento che comunque nessuno avrebbe comprato il libro –racconta Cristiana Ricci- ma in realtà non è così, intorno a queste tragedie spesso nasce una curiosità morbosa, pensiamo a tutti coloro che si sono fatti le foto davanti alla nave affondata, di chi sostiene Schettino durante le presentazioni e chiede autografi, oppure anche a chi semplicemente è curioso di sapere ciò che dice, in fondo sono 19 euro, ecco noi diciamo no ad un guadagno fondato sulla morbosità nei confronti di una tragedia”.
Boicottare, dire no, ecco la ricetta senza troppi ingredienti, della “Libreria Marradi”, una libreria a gestione familiare, in cui tra i classici e i best seller commerciali, spiccano un mare di libri per bambini e adolescenti. “Noi crediamo che i libri siano cibo per l’anima, essendo un’attività commerciale facciamo i conti anche con i trend del momento, ma per quanto riguarda il libro di Schettino preferiamo non avere nessun incasso –spiega Cristiana- il titolo “verità sommerse” è già un manifesto del cattivo gusto e poco rispetto verso i familiari delle vittime, a cui ha la presunzione di essere dedicato”. Intanto sulla pagina facebook nata per raccontare perché ci sente livornesi, “Sei Livornese se..”, Cristiana e la sua libreria sono già delle star del web, ricevendo segnali di sostegno e ammirazione anche da fuori città.
È bastato un semplice cartello bianco “In questa libreria non vediamo il libro di Francesco Schettino”, una semplice comunicazione, e il consenso è diventato virale. “Siamo colpiti dalla solidarietà e dal sostegno che abbiamo ricevuto nel web, vorrei poter ringraziare ciascuno –conclude Cristiana- crediamo nell’onestà intellettuale, quella vera, e pur nelle difficoltà che incontra una piccola attività come la nostra rivendichiamo il lusso della libertà di scelta, del no ad libro di cui non condividiamo l’etica”.
SEQUESTRATE 100 MILA TONNELLATE DI CARNE CONGELATA NEGLI ANNI 70 E PRONTA PER ESSERE MESSA SUL MERCATO
Una notizia a dir poco allucinante arriva dalla Cina dove sarebbero state sequestrate oltre mille tonnellate di carne congelata.
Il motivo? La carne era degli anni 70, putrida e dunque molto nociva
per tutti coloro che l’avrebbero potuta mangiare. La notizia ha davvero
dell’incredibile ma ancora una volta solleva un problema di fondamentale
importanza, quello relativo alla qualità del cibo che
viene immesso sul mercato. Ora, in Italia almeno per il momento non sono
state fatte scoperte di questa portata, ma insomma, le persone poco
serie che scherzano con la salute dei consumatori sono ovunque e anche
il Belpaese ne sa qualcosa (ricordate lo scandalo sul vino scoperto da
Striscia La Notizia?). E fa discutere quindi il maxi sequestro avvenuto in Cina,
dove ali di pollo, manzo e maiale congelato per un valore di 483
milioni di dollari sono state fermate dalla autorità giusto in tempo,
ovvero prime che venissero immesse sul mercato.
La carne, come facilmente immaginabile, aveva un odore nauseante, camuffato solo dal fatto che era congelata. Uno dei funzionari della provincia dello Hunan che hanno partecipato al sequestro ha parlato di una puzza fortissima. Due le bande arrestate: erano composte da almeno 14 persone e contrabbandavano la merce illegale dal Vietnam immettendola sul mercato cinese, noncuranti dei rischi che questo folle gesto avrebbe potuto avere sui consumatori.
La carne, come facilmente immaginabile, aveva un odore nauseante, camuffato solo dal fatto che era congelata. Uno dei funzionari della provincia dello Hunan che hanno partecipato al sequestro ha parlato di una puzza fortissima. Due le bande arrestate: erano composte da almeno 14 persone e contrabbandavano la merce illegale dal Vietnam immettendola sul mercato cinese, noncuranti dei rischi che questo folle gesto avrebbe potuto avere sui consumatori.
La bambina di quattro anni morta non ha un nome: la polizia chiede aiuto
La storia della bambina senza nome ritrovata morta sta facendo il
giro del mondo con la speranza che qualcuno vedendo la sua foto possa
dire chi sia. Potrebbe essere una bambina scomparsa, strappata via ai
genitori e uccisa da uno spietato assassino? Oppure il mostro potrebbe
trovarsi molto più vicino di quello che si pensa? E’ un vero mistero
quello che arrida da Boston, dove una bimba di circa quattro anni è stata trovata morta
la settimana scorsa nella baia di Deer Island, avvolta in un telo di
plastica. La foto della piccola è stata diffusa durante i tg, mostrata
sui giornali, in diversi programmi televisivi ma nessuno sembra
conoscere la piccola. L’omicidio di una bambina così piccola e
sorridente lascia già senza parole e il fatto che magari i suoi genitori
la stiano cercando fa davvero riflettere per questo la polizia di
Boston ha chiesto aiuto a tutti per diffondere questa foto. Vi
chiederete come la polizia possa avere in mano una foto se non si sa
chi sia la piccola. In realtà l’immagine che anche noi vi mostriamo è il
frutto di una ricostruzione fatta al computer. Dopo il ritrovamento del
suo corpicino infatti gli esperti hanno inserito i suoi dati creando al
computer quella che potrebbe essere la sua identità, almeno dovrebbe
somigliarle. Da subito si è pensato che la piccola potesse essere una
bambina scomparsa ma nel database non ci sono immagini che corrispondono
a quella creata dopo la morte della piccola. La bambina indossava un
paio di leggings a pois bianchi e neri e una maglia sempre bianca e nera
a righe. Al momento dalla sua morte probabilmente aveva i capelli
legati.
La
polizia però è convinta di una cosa: qualcuno deve sapere per forza chi
sia questa bambina. L’unica spiegazione potrebbe essere quella di un
rapimento o di una scomparsa quando la bambina era così piccola da
essere oggi completamente diversa e irriconoscibile per i suoi genitori.
Si spera che non sia stata proprio la sua famiglia a sbarazzarsi di
lei. Perchè la piccola è stata uccisa, di questo non ci sono dubbi. Il
suo corpo è stato ritrovato in un sacco e se anche fosse morta in un
incidente o per cause naturali qualcuno l’avrebbe poi seppellita senza
preoccuparsi di chiamare le forze dell’ordine o i soccorsi.
Nelle prossime ore si potrebbero conoscere anche le cause della morte della piccola. Il suo corpo è stato ritrovato il 25 giugno e da quel giorno nessuno si è fatto avanti. Nelle immagini della bambina anche i possibili numeri da chiamare se si conoscesse questa piccola creatura.
Nelle prossime ore si potrebbero conoscere anche le cause della morte della piccola. Il suo corpo è stato ritrovato il 25 giugno e da quel giorno nessuno si è fatto avanti. Nelle immagini della bambina anche i possibili numeri da chiamare se si conoscesse questa piccola creatura.
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